Non potevo non analizzare questo trope in questo mese, giusto?

Dovete sapere che la scelta dei tropes la reputo essenziale quando inizio a progettare una storia e generalmente ne scelgo tre.
Per “Non more lies” mi sono prefissata di toccare questi tre argomenti: un amore proibito, la storia in cui deve esserci un fratello e l’immancabile “forced proximity“, ho già detto che lo adoro?
Quindi ho fatto delle ricerche e ho scoperto perché il forbidden romance piace così tanto e ho avuto anche diversi spunti per storie future.
Ma veniamo a noi. Cos’è il forbidden love?
Il forbidden love – o amore proibito – è uno dei topos più potenti e amati della narrativa romantica. Si basa su un conflitto profondo tra desiderio e impossibilità, che crea alta tensione emotiva e un forte coinvolgimento del lettore. Quando due personaggi non possono stare insieme, ma si desiderano intensamente, si genera una dinamica magnetica e spesso struggente.
Una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi presenta proprio questo argomento: parlo di Romeo e Giulietta e il loro amore ostacolato da famiglie rivali.
Gli ostacoli possono essere diversi: oltre alla famiglia possono esserci differenze di ceto sociale, situazioni di vita particolari di uno dei due (magari lei è sposata), la distanza tra i due o la differenza d’età.
Insomma tutto quel che vi viene in mente pur di mandare in crisi i protagonisti.
Per il mio romanzo ho tenuto fede a questa “sorta” di scaletta:
- Attrazione iniziale: forte ma negata, pericolosa, scomoda.
- Resistenza: uno o entrambi cercano di negarla o evitarla, lo schiaffo di Summer resta epico.
- Scoperta/trasgressione: il primo bacio, la prima volta, la “rottura del tabù”, qui resta impressa la dichiarazione “d’amore” di Tony.
- Conflitto massimo: vengono scoperti, puniti, si allontanano.
- Scelta e sacrificio: uno dei due rinuncia a qualcosa.
- Risoluzione: o restano insieme contro tutto, o si lasciano (finale tragico o agrodolce). Non nego che avevo pensato di farli lasciare a fine romanzo.
E adesso ditemi, vi piace questo trope? Ma soprattutto avete già letto “No more Lies“? Vi ricordo che è disponibile su Amazon e KU, il link nella pagina dedicata.







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