Ho il tuo numero di Sophie Kinsella è una lettura scaccia-pensieri un po’ datata ma sempre attuale.
Ho deciso di dare un tocco in più a questo sito e per questo inserirò delle rubriche settimanali nelle quali vi parlerò di svariati argomenti. Inutile dire che una gran parte è dedicata alla lettura no? E quale modo migliore di iniziare a parlare di letture se non parlando di un’autrice che ha “rivoluzionato” la letteratura mondiale grazie al suo inconfondibile stile ironico e frizzante? Avete capito bene, sto parlando di Sophie Kinsella, la adoro e l’ho rivalutata moltissimo negli ultimi anni.
Sono quasi sicura che conoscete la serie “I love Shopping” che ha per protagonista Rebecca Bloomwood, la giovane giornalista che ha la mania degli acquisti compulsivi.
La Kinsella ha scritto moltissimi romanzi di successo, è la regina assoluta del chicklit e voglio per questo parlarvi della mia ultima lettura.
Ho il tuo numero edito Mondadori è uscito nel 2011

Ho scelto di leggere questo romanzo incuriosita dal titolo, suona un po’ come una minaccia, non vi pare?
La cover lascia un po’ perplessi in realtà anche se guardandola bene si capisce esattamente quello che l’autrice vuole portare alla luce: ossia la “dipendenza” dal cellulare.
Protagonista di questo romanzo è una fisioterapista prossima alle nozze, Poppy, che a causa di un furto, si trova senza cellulare e soprattutto senza anello di fidanzamento, uno smeraldo appartenuto alla famiglia del suo facoltoso fidanzato.
Poppy colta dal panico inizia a cercare l’anello ovunque e, in un cestino dei rifiuti, trova un cellulare nuovo di zecca. Se ne impossessa: è troppo importante per lei avere un cellulare, deve tenere sotto controllo i preparativi del matrimonio, fiori, catering, wedding planer e via dicendo.
La povera fisioterapista non sa però che quel cellulare appartiene a una società per cui lavora un tipo burbero e scontroso con cui si troverà spesso a battibeccare proprio per telefono.
Non vi racconto altro, vi consiglio di leggere il romanzo anche se oggi, visto l’uso di servizi di messaggistica istantanea, social media sempre connessi, wi-fi collegati 24h su 24 sembra un po’ anacronistico. Poppy, infatti, si trova spesso a mandare SMS, a ricevere e inoltrare mail, anche se non la riguardano personalmente.
“Ho il tuo numero” è un romanzo apparentemente “scacciapensieri” ma che evidenzia alla perfezione il rapporto morboso che abbiamo appunto con il cellulare e io mi sento proprio come Poppy, non oso neanche pensare cosa potrebbe accadere se dovessi perdere il cellulare.
Voi, cosa fareste al posto di Poppy? Andreste nel panico o no?
Nel mio ultimo romanzo, La Reina, è spesso nominato il cellulare e soprattutto il mondo dei social media, che rapporto avete con questi strumenti?
Fatemi sapere tra i commenti.
Blanca






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