Come detto in un precedente post, sto partecipando al review party per il romanzo di Elena Commessatti “Il tempo delle Viole” edito Newton Compton editori che ringrazio per la copia omaggio.

A differenza degli altri romanzi che ho già avuto modo di recensire, questo non è un contemporary romance, ma bensì un romanzo storico che copre un periodo di tempo abbastanza lungo.
L’autrice ha scelto di ambientare le vicende tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, il periodo in cui in Europa tutto stava cambiando, in cui ancora non era ben chiaro che da lì a poco sarebbe scoppiato il primo conflitto mondiale.
Le vicende sono narrate in una delle città che maggiormente ha risentito di questi cambiamenti: Udine e provincia. In quel periodo nella provincia di Udine si contavano tante “filande” e proprio queste faranno da sfondo ai principali eventi.
Come già scritto nella tappa del blogtour, l’autrice ha delineato tre protagoniste molto diverse tra loro che hanno solo un punto in comune, ossia la voglia di vivere questo cambiamento, di esserne protagoniste in un modo o nell’altro.
Sentirono che il cambiamento era nel coraggio delle donne, nella loro capacità di resistere e reinventarsi.
Aurora, Viola e Bianca si metteranno in gioco in prima persona per poter migliorare le condizioni delle donne costrette a lavorare nelle filande tra turni assurdi e continui rimproveri.
La voglia di cambiamento e di riscatto sociale è senza dubbio l’aspetto che più mi è piaciuto di questo romanzo che avrei però rivisto in alcuni punti.
Non sono un’esperta di romanzi storici, ma credo che tanti cenni a personaggi secondari che sono ben poco inseriti nella storia potevano tranquillamente essere evitati, così da lasciare maggiore spazio alle storie delle protagoniste principali.
La narrazione è in terza persona, si fa un po’ fatica a empatizzare con le protagoniste, forse perché descritte in modo così diverso da quello a cui sono abituata generalmente. In alcuni parti ho trovato molto lento lo svolgersi degli eventi, le descrizioni appesantiscono tantissimo la lettura, soprattutto nella prima parte. La parte finale l’ho trovata meglio costruita anche se il finale mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.
Consiglio la lettura di questo romanzo agli amanti del genere.
Ringrazio la casa editrice per avermi dato modo di leggere questa storia e le ragazze del blog Gliocchidellupo per avermi coinvolta.
Prima di andare via ditemi cosa pensate dei romanzi storici, sono curiosa.






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