Ciao lettrice, quello di oggi è un post di quelli che pesa scrivere, un argomento di cui ogni giorno si sente parlare.
Non mi piace l’idea di dedicare un post dedicato alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne perché non dovrebbe esistere un giorno per combattere questo dilagante fenomeno: gli uomini dovrebbero prendere consapevolezza e rispettare la donna che hanno accanto.
La storia di questa giornata ha origini negli anni Sessanta.
Secondo quanto riportato dai giornali dell’epoca, le sorelle Mirabal, tre attiviste politiche, mentre si recavano a trovare i loro mariti in carcere, vennero condotte in un luogo isolato per essere poi stuprate, torturate e uccise a massacrate a furia di bastonate. La loro auto (con loro a bordo) fu poi gettata in un burrone per simulare un incidente stradale. Era il 25 Novembre 1960.
Solo nel 1981, durante il primo incontro femminista latinoamericano venne deciso di “celebrare” il 25 Novembre come il giorno internazionale contro la violenza sulle donne.
Le statistiche riguardo la violenza sulle donne sono molto avvilenti e non mi sento di riportarle, credo si possano leggere direttamente dal sito dell’ISTAT dal quale ho appreso un dato alquanto allarmante.
Secondo le statistiche durante il lockdown del 2020, precisamente nei mesi di marzo e aprile, c’è stato un calo delle denunce pari al 43.6%.
Nello stesso periodo il numero delle chiamate al 1522 è aumentata più del doppio rispetto al 2019.
Sembrano dati contrastanti ma purtroppo non è così: in tante fanno la prima telefonata al 1522 ma poi in poche si recano in caserma per denunciare quanto accade.
Il perché è facilmente intuibile: la paura, la vergogna, il timore di essere giudicate, sono motivi validi ma non devono essere una giustificazione per chi avete accanto.
STOP AL SILENZIO
Parlate ragazze, raccontate quanto accade, sfogatevi con qualcuno e ribellatevi ai vostri carnefici.
Non mi sento di condannare le vittime di violenza, mi sento però di lanciare un messaggio come fatto anche con il mio primo romanzo “Sempre più vicini“.
La violenza è sempre esistita e purtroppo continuerà a esistere, le panchine rosse, le scarpe nelle piazze, i monumenti colorati con luci rosse durano solo un giorno, la cattiveria di “mezz’uomini” no.
C’è solo un’arma da usare: denunciare i soprusi subiti, di qualsiasi genere essi siano, sia fisici che psicologici: stop al silenzio.







Lascia un commento